Anonymous attacca Isis e spiega in una guida come darsi da fare

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Anonymous attacca Isis

Pare che l’attentato di Parigi non sia piaciuto neppure a quelli di Anonymous, i quali hanno deciso, come già fatto peraltro in passato per l’attentato a Charlie Hebdo, di far partire una offensiva decisa e determinata, chiaramente utilizzando i metodi ad essi più consoni, ovvero quelli della Rete.

Anonymous è un gruppo di hacker oramai diffuso in tutto il mondo che agisce e colpisce per attaccare specifici bersagli e spesso a difesa di diverse cause umanitarie. In realtà non si sa moltissimo di loro, non si conosce a fondo questa organizzazione e ovviamente non si sa chi siano realmente.

In genere colpiscono con attacchi in rete, in particolare con attacchi DDoS, che mirano a rendere inutilizzabili servizi di vario in genere. Come possono essere utili in questa battaglia contro l’Isis ?

Beh, anzitutto stanno individuando vari siti che le organizzazioni terroristiche sfruttano per reclutare; in tal senso Anonymous ha già stilato una lista di moltissime possibili reclute dell’ISIS e le ha rese pubbliche, inoltre ha attaccato diverse e-mail ed account Twitter, con l’obiettivo di ostacolare le comunicazioni ed ogni possibilità di diffusione di messaggi e quant’altro possa servire per il reclutamento. Ovviamente ha poi anche oscurato diversi siti ritenuti pericolosi. Insomma, è così che la guerra si combatte anche su Internet, grazie a questi attivisti hacker che hanno ufficialmente “dichiarato guerra” informatica all’associazione terroristica ISIS.

Subito dopo l’attentato a Parigi, Anonymous ha rilasciato un video per mezzo del quale dichiarava attacco all’Isis e faceva una vera e propria chiamata alle armi per chiunque volesse dare una mano. Di seguito il video:

Anonymous | #OpParis [ITA]

A seguito di tale messaggio gli hacktivisti hanno anche diffuso un vero e proprio mini-manuale dell’hacking e degli attacchi DDoS per permettere a chiunque di rendersi utile.

Ecco come opera Anonymous.

Anzitutto setaccia la rete e i social network a caccia di parole chiave sospette, account sospetti, profili che inneggiano più o meno esplicitamente all’Isisi o che ne condividono i messaggi o che lanciano slogan o pubblicano foto che siano di matrice fondamentalista. Poi Anonymous entra nelle VPN (Virtual Private Network) usate dagli jihadisti per gestire i propri siti e server e le attacca, cercando di sottrarre ogni genere di informazione che possa essere utile e che viene poi raccolta e inserita assieme a tutti gli altri dati informatici in un database. Database che poi sarà utilizzato a sua volta per migliorare la scansione della rete e dei social di modo che una volta individuati con certezza gli account dei militanti del califfato, questi ultimi possano essere segnalati ai gestori dei social network e alle forze dell’ordine.

Insomma, hacker ed hacktivisti si stanno impegnando a colpire con le loro armi il gruppo terroristico responsabile degli attacchi. L’Isis per tutta risposta, ha definito quelli di Anonymous dei “poveri idioti” ed ha diffuso delle guide ai propri affiliati per difendersi dagli attacchi hacker.

Questa guerra moderna si combatte, come si vede, su più fronti, anche quello informatico che oggi è più che mai dentro le vite di tutti e può addirittura risultare di fondamentale importanza qualora si uniscano le forze.

Anonymous sta facendo la sua parte, qualora riuscisse nel suo obiettivo di individuare i membri dell’ISIS, stanandoli dai loro nascondigli digitali o comunque non permettendogli di inviare nella Rete i loro messaggi, sarebbe davvero una cosa di grande utilità per questa battaglia contro il terrore.

Anonymous

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